SABATO 30 GIUGNO INCONTRO A MIANELLA

di 9202605@aruba.it · Pubblicato · Aggiornato
di 9202605@aruba.it · Published Maggio 13, 2021
di 9202605@aruba.it · Published Dicembre 28, 2020 · Last modified Marzo 8, 2021
di 9202605@aruba.it · Published Settembre 10, 2018
LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
ORE 19,00
PER FARE L’EUCARISTIA
PREPARANO E PRESIEDONO
MARGHERITA ED ENZO
UN GRANDE ABBRACIO A TUTT*
IL TEMA GENERALE PER IL PROSSIMO ANNO E’
“DIRITTI NEGATI E PROGETTI DI FUTURO
Sulla scia degli eventi di cronaca di giugno 2024 che hanno visto il bracciante indiano Satnam Singh morire a 31 anni abbandonato senza soccorso dal proprio datore di lavoro, dopo che un macchinario agricolo gli aveva tranciato un braccio, torna alla ribalta prepotentemente il tema dei diritti.
Una riflessione in particolare si impone anche sulla Terra intesa come terra da coltivare e con cui vivere e il rapporto con la terra nei vari Paesi dei nostri studenti immigrati.
Il tema dei diritti negati partendo proprio dalla storia di Satnam, si espande alla questione della crisi delle democrazie occidentali e al ritorno di paradigmi che si pensavano abbandonati per sempre.
Il tema si amplifica con il rimando alla storia di Mimmo Lucano a Riace e alla vicenda di Mario Paciolla, per sottolineare come la questione dei diritti ci tocchi da vicino. Si collega anche all’esperienza del Festival del cinema del Diritti Umani di Napoli che per quest’anno ha come tema £Le Scuole di Pace del mondo” e al pensiero e alle opere di Danilo Dolci, maestro delle pratiche nonviolente, di cui ricorre il centenario della nascita.
PRIMO INCONTRO
DANILO DOLCI , UNA VITA PER I DIRITTI. IL GANDHI ITALIANO A 100 ANNI DALLA NASCITA
INTRODUCE SERGIO TANZARELLA STORICO
[
Grande era la sua amicizia con Ciro Castaldo
La sua irriducibile fede in una “Chiesa altra” ci ha accompagnato in tutti questi anni. Il suo affetto e la sua profonda amicizia ci mancheranno e sono certo che la sua saggezza e i suoi interventi mancheranno a tutte le comunità. Un abbraccio Marcello . Vivi sempre con noi
SABATO 13 APRILE 2024
LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA ORE 18,30
MARGHERITA ED ENZO RIFERIRANNO
DELL’INCONTRO AVUTO A BOLOGNA DELLE CDB CON IL CARD ZUPPI
BISOGNERA’ PENSARE A TEMI DI DIBATTITO DA PROPORRE PER IL PROSSIMO INCONTRO CON ZUPPI CHE SI TERRA’ A ROMA IL 10 LUGLIO P.V.
LEGGEREMO POI INSIEME DAL LIBRO DELLA GENESI
IL CAP 26, 19 – 34 E CAP 27.
SABATO 20 GENNAIO 2024
SCUOLA DI PACE – VIA FORIA 93
II° INCONTRO GENERALE
L’importanza di una cultura critica
Paolo Landi, alunno di don Milani
GENNARO SANGES
Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!
MERCOLEDI’ 25 MAGGIO ORE 17 VIA FORIA 93
Per noi piantare questa betulla è voler parlare di vita anche in un momento doloroso come la morte, è un segno di speranza in una vita che continua al di là del tempo e dello spazio in condivisione con il Cristo e in piena fratellanza con tutti gli esseri viventi.
Caro Amedeo hai attraversato la nostra vita con semplicità , con umiltà e leggerezza senza macigni nel cuore.
Ciao Amedeo
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Aula Nuova del Sinodo
Sabato, 9 ottobre 2021
Siamo tutti sulla stessa barca.
Splendida serata ricca di stimoli ed informazioni con Maria Soave Buscemi testimone di una realtà, quella Amazzonica, che il capitalismo occidentale ha depredato e continua a depredare impoverendo sempre più le popolazioni amazzoniche e contemporaneamente il mondo intero distruggendo la foresta fonte di vita per il pianeta.
La mostra fotografica di Fausto Palomba sull’estrazione dell’oro nella foresta amazzonica del Perù , ha arricchito la serata con forti e splendide immagini
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Anche noi, che iniziamo questo cammino, siamo chiamati a diventare esperti nell’arte dell’incontro. Non nell’organizzare eventi o nel fare una riflessione teorica sui problemi, ma anzitutto nel prenderci un tempo per incontrare il Signore e favorire l’incontro tra di noi…….
Secondo verbo: ascoltare. Un vero incontro nasce solo dall’ascolto. Gesù infatti si pone in ascolto della domanda di quell’uomo e della sua inquietudine religiosa ed esistenziale……
Chiediamoci, con sincerità, in questo itinerario sinodale: come stiamo con l’ascolto? Come va “l’udito” del nostro cuore? Permettiamo alle persone di esprimersi, di camminare nella fede anche se hanno percorsi di vita difficili, di contribuire alla vita della comunità senza essere ostacolate, rifiutate o giudicate? Fare Sinodo è porsi sulla stessa via del Verbo fatto uomo: è seguire le sue tracce, ascoltando la sua Parola insieme alle parole degli altri……
Infine, discernere. L’incontro e l’ascolto reciproco non sono qualcosa di fine a sé stesso, che lascia le cose come stanno. Al contrario, quando entriamo in dialogo, ci mettiamo in discussione, in cammino, e alla fine non siamo gli stessi di prima, siamo cambiati. Il Vangelo oggi ce lo mostra…..
Cari fratelli e sorelle, buon cammino insieme! Che possiamo essere pellegrini innamorati del Vangelo, aperti alle sorprese dello Spirito Santo.
domenica 10 ottobre 2021
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GIOVEDI’ 8 LUGLIO ALLE ORE 17,30 IN VIA FORIA 93
Signore, ti ringraziamo per la vita di Antonia, per tutta la vita che ci hai dato da trascorrere insieme a lei, per l’amore di cui l’abbiamo vista circondata sempre, per le gioie ricevute che superano la tristezza per la sua partenza; ti ringraziamo per la sua ironia, che non ha smesso di farci sorridere, per la forza che ha dimostrato nei giorni di debolezza e la dolcezza dei gesti semplici; donaci la forza di credere, come lei credeva, che non tutto finisce qui.
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La nave umanitaria Open Arms ha soccorso ieri 181 persone in due interventi in zona Sar maltese ma più vicini a Lampedusa: il primo 71,8 miglia nautiche a sud-est dell’isola e il secondo 35,5 mn a sud-ovest. I migranti erano partiti dalla Libia, sembrerebbe da Zuwara, e viaggiavano su barche di legno. Le persone in attesa di un porto di sbarco sono diventate così 219. Tra loro 2 donne incinte e 56 minori, di cui 17 hanno meno di 10 anni. Un’altra barca è stata avvistata in serata.
Già sabato scorso la Ong aveva messo al sicuro 38 persone di nazionalità libica. La giornalista Monica G. Prieto, che è a bordo, ha scritto che fanno parte della minoranza amazingh (berbera). Stessa appartenenza dei libici soccorsi dalla Ocean Viking il 18 marzo. Un elemento che aggiunge dubbi alla presunta stabilizzazione in corso nel paese nordafricano.
Il fine settimana nel Mediterraneo centrale è stato ad alta tensione. Ieri mattina la portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Safa Msehli ha comunicato che tra sabato e domenica mille persone sono state intercettate dalla cosiddetta «guardia costiera libica». «Uomini, donne e bambini che provavano a fuggire dal paese sono finiti in detenzione in condizioni terribili», ha scritto su Twitter.
Nigrizia e la Commissione giustizia e pace dei missionari comboniani sono tra i primi firmatari di una mobilitazione per dire no ai continui massacri di migranti nel Mediterraneo
Gridare tutta la nostra indignazione, metterci il nostro corpo e non solo la faccia, esigere un cambio di rotta dell’Italia e dell’Europa, complici delle stragi dei migranti, di fronte agli ennesimi crimini di omissione di soccorso! Non ci resta che questo, dopo le ultime tragedie del Mare Nostrum.
Secondo quanto ricostruito da Alarm Phone, il servizio telefonico di Watch The Med dedicato ai migranti in difficoltà, la notte tra il 14 e il 15 agosto è partito dalla Libia un gommone con a bordo 81 persone (inizialmente la notizia parlava di 65). Stando alle telefonate ricevute dai volontari, l’imbarcazione avrebbe cominciato ad avere dei problemi da subito tanto da chiamare in maniera concitata per avere soccorso.
«Eravamo alla deriva quando siamo stati raggiunti da una motovedetta libica con cinque uomini armati a bordo. I miliziani ci hanno detto che ci avrebbero salvati e riportati in Libia se gli davamo i cellulari e i soldi, ma noi non avevamo soldi. È cominciata una discussione e alla fine loro hanno sparato sul gommone, hanno colpito il motore e alcune taniche di benzina. Ci siamo gettati in acqua, ma molti di noi sono morti».
Nel naufragio, hanno dichiarato alcuni dei 36 superstiti, sono morte 45 persone tra cui cinque bambini, secondo quanto ricostruito dall’Organizzazione internazionale per le migrazione. Ai morti si aggiunge la sorte dei sopravvissuti che, recuperati da un peschereccio, una volta portati sulla terraferma, sono stati trasferiti in un centro di detenzione libico, uno di quelli gestiti dal governo di Tripoli. Si tratterebbe, secondo le prime informazioni, di cittadini provenienti da Senegal, Mali, Ciad e Ghana.
Subito dopo quella strage, in meno di una settimana, ne sono avvenute altre tre: il bilancio totale è di 100 morti e altre 160 persone sparite dopo aver preso il largo! Non posiamo restare a guardare e a contare senza muoverci!
E’ gravissimo che sia proprio l’Italia a finanziare la guardia costiera libica. Il governo italiano continua nei fatti le politiche di respingimento dei migranti violando il diritto internazionale che prevede l’obbligo di accoglienza dei profughi che scappano da guerre e da violazioni di diritti umani. Inoltre l’Italia tiene ancora bloccate nei porti ben quattro navi che potrebbero salvare altri migranti. “Le vostre mani grondano sangue” tuonava il profeta Isaia ai capi del popolo ebreo responsabili dei crimini contro i più indifesi (Is 1,15).
Noi diciamo basta! Con papa Francesco, che domenica scorsa nell’Angelus ha detto con emozione che “Dio ci chiederà conto di tutte le vittime dei viaggi della speranza”, abbiamo a cuore la vita di questi fratelli e sorelle in pericolo e sentiamo più che mai il dovere di muoverci per evitare la prossima strage! “I ritardi registrati nei mesi recenti e l’omissione di assistenza, sono inaccettabili e mettono vite umane in situazioni di rischio evitabili” hanno dichiarato giovedì scorso Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Migranti) e l’Oim. Se continua così tra diversi allarmi inascoltati e mancati interventi delle avremo presto altri morti. Dobbiamo muoverci anche e soprattutto se è ancora per molti tempo di vacanza. Anche e soprattutto perché, mentre come ogni agosto, si riaffollano le spiagge italiane (e il Covid ne approfitta), la notizia di questa strage e di questa ennesima detenzione sta passando tranquilla senza clamori. Né da parte della politica né da parte della Conferenza Episcopale italiana. E siamo molto indignati riguardo le esternazioni del governatore Musumeci che usa i migranti per scopi elettorali.
In tempi difficili per ritrovarci fisicamente proponiamo, a tutti e tutte coloro che hanno a cuore questa causa:
Nella speranza di poter presto tornare a ritrovarci dal vivo per dire basta a questi crimini con molti altri gesti, restiamo umani, vigilanti e appassionati della giustizia e della dignità di ogni vita umana.
I primi firmatari:
Associazione Casa Amadou
Associazione Laudato si – Un alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale
Centro Astalli
CIAC (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione)
CIMI (Conferenza degli Istituti Missionari italiani)
Comitato 3 ottobre
Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani
Comunità comboniana di Castelvolturno (CE)
Emmaus Italia
Fondazione Casa della carità (Angelo Abriani)
GIM (Giovani Impegno Missionario)
Gruppo Abele
Libera
Nigrizia
ResQ-People Saving People
SUAM (Segretariato unitario animazione missionaria degli Istituti missionari)
Per adesioni (personali e di gruppi, associazioni, etc.) scrivere a: redazione@nigrizia.it
Lei che legge ha seguito?
“Non voglio apparire come una persona che ha la presunzione di seguire una legge propria, ma se si ripercorrono i decreti Salvini, essi considerano reato aiutare essere umani, e se guardi con i tuoi occhi una persona che sta per naufragare, tu commetti reato se gli tendi una mano e gli salvi la vita? Inaudito. Parliamo del reato di immigrazione clandestina, che ha dato luogo ai respingimenti, ebbene cosa c’è più vile di rifiutare persone mentre si aggrappano alla vita? Dunque, mi chiede che legge ho seguito. L’impulso all’umanità è così irrefrenabile che uno non sta a guardare il codice, la norma. Mi assumo la responsabilità, se ho sbagliato devo pagare, non è un problema, ci sono cose più importanti nella vita, c’è la vita stessa. Non andrò mai a cercare favori, scorciatoie, aiuti o altro: è così veloce la vita che solo i valori possiamo lasciare in eredità”.
“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
Altro
Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!
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